Terra  k  Civiltà

Associazione per la ricerca sulla storia della Bassa Bresciana Centrale

 

 

L’Associazione Terra & Civiltà, associazione per la ricerca sulla storia della Bassa Bresciana Centrale, è stata chiamata nell'anno 1998 a relazionare sui lavori di restauro della copertura a tetto della chiesa della Disciplina di S. Croce a Verolanuova. La chiesa è stata la Parrocchiale di Verolanuova prima che venisse edificata l'attuale Basilica Minore di S. Lorenzo (1630).

 

Ecco di seguito un estratto di tale relazione.

       

Armando Barbieri

RELAZIONE

 SUI LAVORI DI RESTAURO ALLA VECCHIA PARROCCHIALE

DI S. LORENZO IN VEROLANUOVA

(già Disciplina di S. Croce)

Generalità.

Una prima richiesta di autorizzazione ad eseguire lavori di “Sistemazione copertura ed elementi statici della chiesa Disciplina di S. Croce” è stata inoltrata al Comune in data 9 giugno 1993; in data 12/8/1993 l’Amministrazione comunale di Verolanuova ha rilasciato l’autorizzazione n. 34 per eseguire lavori di “Manutenzione straordinaria” con le seguenti prescrizioni: “Favorevole a condizione che ci si attenga a quanto prescritto dalla soprintendenza in modo scrupoloso”.

 

Le condizioni richieste dalla Soprintendenza ai beni ambientali ed architettonici di Brescia sono le seguenti:

"Prima dell’inizio dei lavori, data l’estrema delicatezza delle parti dell’edificio interessato, dovrà essere redatto un progetto di protezione e consolidamento delle pellicole pittoriche (muri e tavelle dipinte) del sottotetto, a firma di restauratore. Tali opere provvisionali dovranno essere eseguite prima dell’inizio dei lavori di restauro delle coperture, affinché le stesse non danneggino in alcun modo le parti decorate.”

 

In data 19 dicembre 1997, dietro richiesta della Parrocchia, è stata concessa, dall’Amministrazione comunale, una proroga per l’ultimazione dei lavori fino al 31 dicembre 1998.

La Parrocchia, con lettera 19 gennaio 1998, ha incaricato il geom. Armando Barbieri di Verolanuova di relazionare descrittivamente e fotograficamente l’andamento dei lavori in oggetto.

Prima di descrivere le varie fasi dell’intervento è opportuno conoscere le caratteristiche costruttive della copertura dell’edificio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Descrizione sommaria.

La struttura che sostiene il tetto è costituita da arconi in muratura a sesto acuto posti in senso trasversale alla navata e posti ad interasse di circa 5,0 metri; grosse travi poste tra un arcone e l’altro portano i travetti in legno della piccola orditura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Il piano di posa delle tegole a canale (coppi) è costituito da tavelle in cotto posate sui travetti; la particolarità interessante è che le tavelle in cotto sono intonacate all’intradosso (di sotto) e variamente dipinte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All’interno, successivamente alla costruzione della copertura, è stata realizzata una volta a botte in intonaco applicato su cantinelle portate da centine di legno poste ad interasse di 1,2 metri circa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Interventi sulle strutture

CONSOLIDAMENTO DEL PRIMO ARCONE

Il primo arcone murario è lesionato in più parti a causa della rimozione, avvenuta non si sa quando, della catena in ferro che aveva la funzione di assorbire le spinte laterali alla base dell’arco.

L’intervento di consolidamento consiste nell’inserimento di una barra in piatto di acciaio con sezione di cm 7x2, in grado di contrastare le spinte laterali sulle spalle dell’arco; la nuova catena sarà bloccata all’esterno dei muri da due robuste chiavi in ferro.

 

 

 

 

È prevista la riparazione della muratura lesionata mediante l’infissione di barre d’acciaio in fori predisposti e con la successiva iniezione di malta fluida di cemento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIFACIMENTO DELLA COPERTURA

Il tetto della chiesa non è in buono stato di manutenzione, alcune travi ed un discreto numero di travetti in legno risultano deteriorati dal tempo e dalle infiltrazioni d’acqua; lo stato di degrado generale della copertura mette in serio pericolo le formelle in cotto decorate che formano la base di appoggio del manto in coppi.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’intervento prevede la realizzazione di una nuova struttura in grado di sopportare il peso dei coppi e della neve scaricando l’orditura in legno e tavelle esistenti dai carichi accidentali.

Le fasi di lavoro prevedono la completa rimozione del manto in coppi, senza manomettere le tavelle decorate; successivamente sarà realizzata una struttura in ferro con il soprastante tavolato in legno che avrà la funzione di portare la copertura in coppi.

 

 

 

 

 

 

 

 

La nuova struttura in ferro sarà collegata con la muratura esistente mediante cordoli in calcestruzzo armato posti sulla sommità delle murature ed ancorati ad esse per mezzo di barre in acciaio poste in fori predisposti e bloccate con malta di cemento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Interventi sugli intonaci dipinti (dalla relazione di restauro)

“[…] Preliminare pulitura a secco di tutte le superfici per la rimozione di depositi di polvere e sporco vario per mezzo di pennelli. […] Consolidamento previsto con iniezioni a base di calce idraulica che mira a ristabilire la coesione dello strato di intonaco affrescato al supporto, sia murario sia in cotto.

[…] L’applicazione di bendaggi sulle superfici pittoriche è necessaria per proteggerle dai pericoli di crollo dell’intonaco durante i lavori di restauro edile. Come materiale di bendaggio si utilizzerebbe un velatino di garza applicato con colla animale.

Sugli affreschi dell’arco trionfale e sulle pareti laterali, come fissaggio della pellicola pittorica sarà steso un velo di acqua di calce; operazione questa, che non interessa le tavelle, essendo quasi totalmente ricoperte da uno scialbo di calce.

Per quanto riguarda le tavelle, l’intervento di restauro può proseguire con la rimozione meccanica dello scialbo che ricopre quasi totalmente la pellicola pittorica al fine di riportarne in luce tutte le decorazioni affrescate.

Pulitura della pellicola pittorica mediante l’applicazione a tampone di soluzioni di solventi da verificarsi nel corso dell’operazione e scelti in base alla capacità di rimuovere lo sporco che può interferire alla lettura cromatica.

Per quanto riguarda gli affreschi dell’arco trionfale e dei muri vale lo stesso procedimento adottato per le tavelle con l’aggiunta di un trattamento mediante il passaggio di una spugna leggermente abrasiva (Wischab).

La stuccatura delle lacune causate dalle lesioni e dalle cadute degli strati di intonaco in profondità […] sarà eseguita sotto il livello dell’intonaco originale.

Le piccole cadute di colore sia sulle tavolette sia sugli affreschi murali saranno stuccate a livello con malta composta da calce e polvere di marmo.

Come integrazione pittorica si propone una riduzione dell’interferenza visiva applicabile sulle stuccature, sulle abrasioni e sulle piccole cadute di colore al fine di restituire unità di lettura alle opere. Esse saranno eseguite con pigmenti in polvere diluiti in gomma arabica […].

Relazione cronologica dei lavori

Nel mese di gennaio 1998 si sono iniziati i lavori con l’innalzamento dei ponteggi di protezione a fianco delle porzioni di tetto interessate.

A causa di imprevisti di varia natura l’effettivo inizio dei lavori si è protratto fino al gennaio 1999.

Gennaio 1999 - interventi preliminari

Si procede, come prima operazione, al consolidamento dell’arcone lesionato; il consolidamento consiste nell’inserimento di una nuova catena, in piatto d’acciaio con dimensioni simili alle catene esistenti, che collegherà le due estremità dell’arco alla sua base. La nuova catena sarà bloccata all’esterno dei pilastri da due robuste chiavi in profilato d’acciaio.

Lunedì 1 febbraio 1999.

Molto freddo. E’ rimosso il manto di coppi in corrispondenza del primo arcone da consolidare e, limitatamente allo stretto necessario sono rimosse anche le formelle in cotto sottostanti.

Si procede alla formazione dei fori eseguiti per rotazione, destinati all’alloggiamento delle barre in acciaio ad aderenza migliorata sul lato nord del primo arcone (quello lesionato); quattro fori sono eseguiti in modo pressoché orizzontale ed hanno una lunghezza massima di 3,0 metri. Successivamente si posano le barre d’acciaio nei fori predisposti e si procede al getto di riempimento con malta fluida di cemento espansivo iniettata a bassa pressione.

All’interno, le lesioni dell’arcone sono tamponate con malta di cemento ribassata rispetto al filo muro per impedire al latte di cemento di fuoriuscire dalle fessure.

L’attrezzatura è costituita da una fresatrice pneumatica a lenta rotazione; un aspirapolvere provvede a raccogliere i residui (polvere) dei laterizi demoliti. 

Martedì 2 febbraio 1999.

Molto freddo. E’ rimosso il manto di coppi in corrispondenza degli altri due arconi e in corrispondenza al timpano di facciata.

Continua la formazione dei fori sulla parte a nord del primo arcone; i primi fori da nord sono pressoché verticali, gli altri sono inclinati verso il centro dell’arco, la lunghezza massima è di 2,0 metri. Conseguentemente si procede al getto dei fori eseguiti in precedenza con la malta fluida espansiva.

Mercoledì 3 febbraio 1999.

Freddo. E’ completata la formazione dei fori sulla parte nord del primo arcone e s’iniziano quelli sulla parte sud. Conseguentemente si procede al getto dei fori eseguiti in precedenza con la malta fluida espansiva.

Giovedì 4 febbraio 1999.

Bel tempo. Proseguono le operazioni di foratura del primo arcone e di getto delle barre d'acciaio con malta fluida espansiva.

Si cominciano a predisporre i ferri d’ancoraggio nel secondo arcone mediante formazione preliminare di fori verticali lungo l’estradosso, in mezzeria, distanziati circa 80 – 100 cm; nei fori sono posati monconi di barre d’acciaio in modo da collegare la muratura con la nuova trave in calcestruzzo che sarà gettata sopra l’arcone, i fori sono eseguiti con martello pneumatico rotativo.

Venerdì 5 febbraio 1999.

Vento forte. Completamento delle operazioni di foratura del primo arcone e del secondo arcone e getto dei monconi con malta fluida espansiva.

Smontaggio dell’impalcatura per il fissaggio della fresatrice; il lavoro di foratura con questa attrezzatura è completato. Copertura con teli di polietilene.

Lunedì 8 febbraio 1999.

Vento forte, lavoro a terra. Preparazione delle gabbie in acciaio da utilizzare come armature delle travi in calcestruzzo che saranno gettate sugli arconi e sulle murature perimetrali. Si utilizzano 4+4 ferri del diametro di 16 mm. e staffe doppie ø 6 mm. ogni 30 cm. circa.

Martedì 9 febbraio 1999.

Freddo, nevica. Prosegue la preparazione delle armature metalliche per il getto dei cordoli al di sopra delle murature; inizio del sollevamento e posa in opera delle gabbie.

Mercoledì 10 febbraio 1999.

Nevica. Sospensione dei lavori in attesa della fornitura di tutti i materiali occorrenti.

Lunedì 15 marzo 1999.

Riprendono i lavori. I materiali occorrenti al rifacimento della copertura: legname, profilati e capochiavi in acciaio, sono accatastati ai piedi del campanile.

Martedì 16 marzo 1999.

Si inizia la rimozione dei coppi sulla falda sud della prima campata, dopo la rimozione, l’orditura in legno del tetto è coperta con teli; i coppi rimossi sono accatastati a terra.

Mercoledì 17 marzo 1999.

All’interno della prima campata, parte sud, si predispongono gli appoggi delle nuove travi in legno ripristinando ed integrando le murature esistenti.

Giovedì 18 marzo 1999.

Anche sulla falda nord della prima campata viene rimosso il manto in coppi e ripulito il sottofondo.

Una passerella in tavole di legno, distribuendo il peso su una più vasta superficie, contribuisce a rendere il lavoro sicuro per gli operai che ci lavorano e per la salvaguardia delle tavelle decorate.

Copertura con teli.

Venerdì 19 marzo 1999.

Posa in opera del tirante (catena) in piatto d’acciaio e relativi capochiave sud e nord.

Lunedì 22 marzo 1999.

Piove. Completamento della posa dei tiranti con il getto integrativo per la chiusura dei fori nella muratura e con uno strato di intonaco sotto i capochiave. Nel pomeriggio il cantiere è chiuso.

Martedì 23 marzo 1999.

Rimozione dell’orditura in legno esistente sulla falda sud della prima campata. Si preparano gli appoggi delle nuove travi in legno di abete (sezioni da 25 x 30 cm. e 25 x 25 cm) sul primo arcone. Particolare della trave di colmo della prima campata.

Mercoledì 24 marzo 1999.

Completamento della posa delle nuove travi e posa in opera dei nuovi travetti in legno di abete con sezione da 10 x 12 cm.

Giovedì 25 marzo 1999.

Si inizia il sollevamento dei profilati in acciaio che saranno posti a contenimento del getto dei cordoli in c.a. Questi profilati avranno doppia funzione: di casseratura dei getti e di sostegno dell’orditura in ferro della nuova copertura.

Lunedì  29 marzo 1999.

Posa dei profilati in acciaio ad U contro il muro della torre e contro il timpano; getto di chiusura delle tracce praticate nella muratura del timpano.

Martedì 30 marzo 1999.

Preparazione del piano di posa dei profilati ad U sul primo arcone lato sud. Il piano di posa viene preparato mediante una spianata di malta cementizia che, per comodità, viene staggiata ad 1 cm sopra le tavelle più alte. Si prepara anche la parte nord del primo arcone che successivamente riceve la malta di cemento per la formazione del piano.

Mercoledì 31 marzo 1999.

Si prosegue con la preparazione dei piani di posa dei profilati in acciaio sugli arconi. È la volta del secondo arcone. Sul secondo arcone, vicino al colmo, dalla parte nord alcune tavelle risultano sconnesse con l’orditura sottostante: testimoniano un precedente intervento di rimozione.

Giovedì 1 aprile 1999 giovedì santo.

Si prosegue con la preparazione dei piani di posa dei profilati in acciaio sugli arconi. È la volta del terzo arcone.

Venerdì 2 aprile 1999 venerdì santo.

E’ completata la preparazione dei piani di posa dei profilati di acciaio sulla falda nord. Copertura con teli di polietilene.

Martedì 6 aprile 1999

Sollevamento e posa delle armature metalliche (gabbie) e delle travi in profilati di acciaio sugli arconi; le travi in acciaio contengono le armature metalliche e fungono da casseratura. Le nuove travi in calcestruzzo armato sono collegate agli arconi in muratura per mezzo delle barre in acciaio precedentemente posate (chiamate).

Mercoledì 7 aprile 1999

Completamento del sollevamento e della posa delle travi in profilati di acciaio; piove

Giovedì 8 aprile 1999 - piove

Venerdì 9 aprile 1999

Data l’inaccessibilità del cantiere, l’approvvigionamento di tutti i materiali occorrenti avviene per mezzo di autogrù; anche la fornitura della sabbia avviene in questo modo con carico della benna a mano.

Rialzo della linea di gronda con muretto ad una testa di mattoni vecchi; il rialzo è necessario in quanto il nuovo piano di posa della copertura in coppi risulta sovralzato rispetto all’esistente.

Lunedì 12 aprile 1999

Getto delle travi sul primo arcone nord e sul cornicione di gronda

Martedì 13 aprile 1999

Completamento del getto delle travi sugli arconi  e sulla gronda nord

Mercoledì 14 aprile1999

Anche la linea di gronda sud deve essere rialzata con muretto ad una testa di mattoni vecchi.

Le operazioni sul cornicione di gronda mettono in evidenza lo stato precario dell’orditura in legno; molti travetti in legno risultano gravemente danneggiati per la parte che appoggia sulla muratura.

Giovedì 15 aprile 1999

Posa della gabbia di acciaio e getto della trave di gronda a sud.

Venerdì 16 aprile 1999

Getto delle travi sugli arconi della falda sud.

Lunedì 19 aprile 1999

Dopo il getto delle travi iniziano le operazioni di rimozione del manto in coppi; si inizia dalla seconda campata sud. Si controllano le quote e l’allineamento della linea di colmo per poter allineare il nuovo colmo a quello esistente.

Martedì 20 aprile 1999

Sulla prima campata nord si posano gli arcarecci in profilati di acciaio UPN; per poter fissare gli arcarecci alle travi principali si procede alla foratura ed imbullonatura degli elementi.

Mercoledì 21 aprile 1999 – piove

Giovedì 22 aprile 1999

Si posano e quindi si sigillano le tavelle in cotto esistenti sulla nuova orditura in legno della prima campata

Continua il sollevamento e la posa degli arcarecci in acciaio

Venerdì 23 aprile 1999

Le travi principali in profilati di acciaio vengono collegate tra di loro con ferri piatti fissati mediante saldatura; si predispone un collegamento in corrispondenza di ogni arcareccio.

Si posano i listoni in legno sugli arcarecci; il fissaggio avviene mediante foratura e successiva imbullonatura.

Lunedì 26 aprile 1999

Completamento della posa delle tavelle in cotto integrando le esistenti con nuove tavelle di tipo moderno.

Martedì 27 aprile - piove

Mercoledì 28 aprile 1999

Inizio delle operazioni di restauro ad alcune formelle decorate della terza campata sud; i lavori di restauro si limitano, per il momento, al fissaggio della pellicola pittorica al supporto di intonaco.

L’operazione viene condotta solo su questa parte di copertura che è la più malandata: osservare al proposito il travetto di legno molto danneggiato che ormai non appoggia più sul muro di gronda; ad evitare movimenti inopportuni, il travetto viene provvisoriamente puntellato dall’interno.

Giovedì 29 aprile 1999

Chiusura dei vuoti tra la vecchia copertura in legno e la nuova trave di gronda in calcestruzzo; la chiusura avviene con muro di mattoni e tavelle.

Venerdì 30 aprile 1999

Fine dei restauri delle formelle decorate. Complessivamente i lavori di consolidamento della pellicola pittorica hanno interessato una decina di tavelle decorate. Secondo l’esecutrice dei lavori di restauro, i dipinti presenti all’intradosso della copertura sono interessantissimi e si possono far risalire alla fine del ‘300.

Notevole la decorazione ad unicorni presente su tutti gli arconi in muratura.

Lunedì 3 maggio 1999

Formazione del piano di posa della copertura con tavole di abete grezze accostate ed inchiodate ai listoni sottostanti. Il nuovo piano di posa viene così sopraelevato, rispetto a quello esistente, di circa 20 – 22 cm.

Giovedì 6 maggio 1999

Si procede alla posa dei listoni anche sugli arcarecci della falda nord; il fissaggio dei avviene mediante foratura in opera ed imbullonatura.

Lunedì 10 maggio 1999

Con malta di calce vengono sigillate le tavelle in cotto della falda nord.

Mercoledì 12 maggio 1999

Completamento della posa dell’assito in tavole di abete anche sulla falda nord. Si posa anche la lattoneria in rame contro la muratura della torre e del timpano.

Martedì 18 maggio 1999

La copertura della falda nord è già completata; la differenza di quota tra il tetto esistente ed il nuovo non è eccessiva. Inizio della posa dei coppi sulla falda sud.

Venerdì 21 maggio 1999

Ultimazione della copertura in coppi

Martedì 25 maggio 1999

Sgombero del cantiere (parziale); manca il consolidamento di alcune travi in legno deteriorate da infiltrazioni d’acqua.

Lunedì 29 giugno 1999

Smontaggio dei ponteggi perimetrali. Fine lavori.

Giovedì 22 luglio 1999

Viene incaricato dalla parrocchia il Sig. Simone Cervati a predisporre, nel sottotetto, un impianto elettrico provvisorio per permettere di visionare sia i lavori eseguiti che quelli ancora da eseguire sulla restante parte della copertura.

La soluzione scelta prevede la posa di un punto luce posto in corrispondenza del colmo di ogni campata; tali punti luce saranno composti da un faretto da 500 w e da una presa volante per altri usi.
Il quadro comando sarà posizionato nel corridoio di accesso al sottotetto e sarà composto da sei interruttori per i punti luce predetti, un interruttore generale, altri interruttori di sicurezza e da una presa volante per usi diversi. Trattandosi di impianto provvisorio, i cavi elettrici vengono fissati, con opportuni cavallotti in plastica, agli arconi in legno della copertura; mentre le scatole di derivazione, i faretti e le prese volanti non sono fissati alla struttura.

PER RAGIONI DI SICUREZZA, CHIUNQUE UTILIZZI TALE IMPIANTO DOVRÀ MANTENERE ATTIVO SOLO IL PUNTO LUCE NECESSARIO AL BISOGNO.

A FINE LAVORO, OLTRE A SPEGNERE TUTTE LE LUCI, OCCORRERÀ ANCHE DISINSERIRE LA PRESA DI CORRENTE DI ALIMENTAZIONE DEL QUADRO GENERALE.

Sabato 28 agosto 1999

Controllo dei lavori eseguiti nel sottotetto con l’ing. A. Carini.

Complessivamente sono state consolidate alcune porzioni di travi in legno, le fessurazioni del primo arcone risultano ben sigillate; la catena nuova al primo arcone non è ben tesa, inoltre si nota che la stessa appoggia in modo anomalo sulla prima trave del solaio in lato sud.

Lunedì 6 settembre 1999

Ispezione nel sottotetto con l’ing. A. Carini per verificare l’entità dei lavori da eseguire sulle restanti tre campate di copertura e sulla copertura della sagrestia.

In particolare viene evidenziato lo stato precario della volta della sagrestia che contiene ancora un prezioso mobile in legno. 

 

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