Il Tesoro Verolese
Passeggiata turistica in carrozza alla scoperta dei monumenti Verolesi*
con visite guidate alle Parrocchiali dei SS. Pietro e Paolo e di S. Lorenzo.
(*) Posti limitati, prenotazione obbligatoria presso il Chiosco del Circolo PRO LOCO
in piazza Di Bernardo a Verolavecchia.
Le Associazioni e le Amministrazioni Comunali Verolesi Presentano:
Com’è delizioso andar ...
- Verola in carrozza -
Domenica 10 settembre 2006
Mettiamo in mostra il meglio del territorio Verolese
Il percorso ed i luoghi da visitare
Sono previste le visite guidate alle chiese dei SS. Pietro e Paolo e di S. Lorenzo
La passeggiata di 7,0 km si compie in carrozza in circa DUE ore

1. La Villa del Dosso o Villa Alghisi–Montini.
È l’antica residenza degli Alghisi, di cui il più noto Giovanni Battista fu notaio e sindaco di Verolavecchia dal 1864 al 1874. La figlia Giuditta sposerà, nel 1895, Giorgio Montini di Concesio; dalla nuova famiglia nacque nel 1897 Giovanni Battista che sarà eletto al soglio pontificio nel 1963 col nome di Paolo VI. È la residenza estiva tanto cara e sempre ricordata con nostalgia dal Papa.
2. La chiesa di San Rocco.
Venne realizzata a partire dal 1514 per voto di tutta la popolazione a seguito della terribile pestilenza del 1512.
Affidata inizialmente alla cura della Scuola del Corpus Domini, passò in seguito alla Confraternita di S. Rocco.
Contiene una importante Madonna con Bambino, l’Angelo custode, e i santi Antonio da Padova, Luigi IX, e Bernardino di Francesco Maffei (1605–1660).
3. La Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo.
La costruzione risale alla seconda metà del settecento (1753-1782). Il tempio contiene numerose opere del pittore salodiano Sante Cattaneo, che qui si esprime al meglio della sua arte, e dello scultore e decoratore bresciano Bernardino Carboni. Il concorso di pochi grandi artisti dal gusto spiccato ed il breve tempo dell’esecuzione ci hanno lasciato uno straordinario monumento dal carattere omogeneo nella struttura architettonica e nella decorazione pittorica e scultorea. L’interno, luminoso e sobrio, trasmette un senso di serenità e protezione.
Conserva un pregevole crocifisso cinquecentesco ed un prezioso organo Serassi; molto sentito è il culto della S. Croce, di cui si conserva qui una antichissima reliquia custodita fin dal sex. XV dalla Scuola della Santa Croce.
4. La Torre civica.
È quanto rimane dell’antico castello, la cui impronta è ancora riconoscibile dall’andamento arcuato del fronte strada delle abitazioni di via C. Battisti. Formidabile l’impatto visivo del monumento. La torre medioevale, recentemente restaurata, presenta una struttura in mattoni a vista con una grande apertura ad arco acuto al piano inferiore e una serie di finestre nella parte terminale.
5. Il Convento dei Domenicani.
I Domenicani si insediano a Scorzarolo nel 1487 per lascito dei nobili Testa–Cò. Il convento comprende una grande corte rurale ed un chiostro di più ridotte dimensioni ma pregevole per le proporzioni architettoniche. All’interno del chiostro, la bella chiesetta dedicata a S. Vincenzo Ferreri (già S. Giacomo), contiene un pregevole altare settecentesco.
6. Il Borgo di Scorzarolo.
Molto interessante è il borgo di Scorzarolo, antico possedimento dei Domenicani di Brescia che qui rimasero fino al 1798; nel 1812 il latifondo passò in proprietà agli Spedali Civili di Brescia. Una delle corti rurali è ancora denominata “Lazzaretto” dalla destinazione tipica di quel luogo in tempi meno felici. Conserva interessanti esempi dell’architettura rurale. A servizio del borgo rurale vi erano due mulini, una pestadora da rìs, un torchio ed una segheria, tutti mossi dalla forza dell’acqua.
7. La Ghiacciaia.
È una singolare costruzione in mattoni a pianta circolare con copertura ad ogiva e profonda circa quattro metri entro terra. D’inverno era riempita con la neve e serviva per conservare le derrate alimentari nel periodo estivo.
8. La chiesa della Madonna delle Cave e il decumàno della centuriazione romana.
È destinataria di una sentita devozione popolare la chiesetta della Madonna delle Cave nell’aperta campagna di Scorzarolo; antichissimi e curiosi riti vi si svolgevano, tanto che il Vescovo nel 1580 ne ordina la cessazione. Il nome deriva verosimilmente dalla possibilità che, per intercessione della Madonna, posano venir “cavati i mali” che affliggono i fedeli. Nel seicento qui si registrarono eventi ritenuti miracolosi dalla devozione popolare. Da notare il rettilineo asse stradale, forse il decumano dell’antica centuriazione romana.
9. Il Bersaglio.
La pittoresca località del Bersaglio è un antico poligono di tiro, ormai in stato di abbandono, che sorge su una testa di fontanile, un tempo ricchissimo d’acqua. Meriterebbe un intelligente recupero.
10. Il Parco sovracomunale dello Strone.
I diciotto chilometri del corso del fiume Strone sono stati dichiarati parco sovracomunale nel 1990. È un grande polmone verde dei comuni di San Paolo, Verolavecchia, Verolanuova e Pontevico. Numerosi ed importanti manufatti per lo sfruttamento delle acque impreziosiscono il suo corso.
11. L’Ospedale de’ Cronici.
Fondato nel 1728 dalla contessa Elisabetta Grimani Gambara, è una bella costruzione settecentesca dalle linee armoniose e ben proporzionate. Conserva al suo interno preziose opere d’arte ed una singolare ghiacciaia a pianta circolare.
12. Il Palazzo Gambara.
È stata la dimora di uno dei due rami della famiglia Gambara, che lo edificò a partire dai primi anni del sec. XVI. Molto rimaneggiato nel sec. XIX, quando fu acquistato, mezzo diroccato, dal cav. Giacinto Ghisi, grande collezionista di antiquariato. In quel periodo venne costruito il secondo piano con la balaustrata delle cariatidi e la scala centrale sacrificando il salone di rappresentanza del piano terra. Conserva alcune sale cinquecentesche ed una stupenda galleria che si affaccia sul notevole giardino storico. Sui pilastri all’ingresso, le statue di Marte e Minerva, opera di Santo Callegari, rappresentano la forza e la saggezza.
13. La Piazza della Libertà.
È senz’altro una delle più belle piazze della Bassa, l’impianto è secentesco e costituisce il giusto coronamento al palazzo Gambara del quale costituisce una sorta di “piazza d’armi”.
14. La Basilica Romana Minore di S. Lorenzo.
Notevole per l’imponenza architettonica, impreziosita da una delle prime cupole realizzate nel bresciano, la par-rocchiale di Verolanuova è più nota per le opere d’arte contenute. Custodisce opere di artisti di primo piano co-me il Malosso, il Mainardi, il Lucchese, il Maffei, il Cele-sti, ed il Tiepolo che qui si esprimono ai massimi livelli. La costruzione, sollecitata dal cardinale Uberto Gambara, si concretizzò con la posa della prima pietra avvenuta nel 1633, la successiva consacrazione nel 1647.
15. La chiesa della Disciplina di S. Croce.
È l’antica parrocchiale di S. Lorenzo di Verolanuova. fu ceduta ai Disciplini di S. Croce in cambio del loro oratorio situato dove oggi sorge la Basilica. Contiene il mausoleo del conte Nicolò Gambara. Interessante l’affresco del-la “Madonna delle Grazie” o “del Campanile” oggetto di grande devozione da parte dei verolesi. Notevole la copertura a tetto, oggi celata da una volta a botte realizzata forse nel settecento, costituita da travi in legno e formelle in cotto intonacate ed affrescate con temi floreali e geometrici, interessanti anche le decorazioni ad unicorni.
16. Il Castel Merlino.
Della vecchia dimora dei Gambara rimane ben poco: l’ingresso con ancora evidenti le tracce del ponte levatoio, due interessanti stemmi di famiglia in pietra e il pozzo che doveva essere al centro della corte chiusa. All’interno qualche stanza molto interessante, con un camino che riporta ancora scolpito il nome dei vecchi proprietari. È stato completamente rimaneggiato nell’ottocento; ora è sede dell’Asilo Nido, edificato qualche decennio or sono nella vecchia corte.
17. Il Parco Nocivelli.
Su un’area
di proprietà comunale, già pertinenza del vicino Castel Merlino, la famiglia
Nocivelli ha realizzato uno stupendo parco aperto al pubblico dedicandolo
alla memoria del Sig. Angelo Nocivelli, fondatore della
OCEAN (ora Fagor-Brandt) la grande industria produt-trice di frigoriferi. La
manutenzione del parco è affidata all’Associazione ex Dipendenti della
stessa azienda.
18. La chiesa di San Rocco.
Edificata dalla Società di San Rocco, è stata ampiamente rimaneggiata nel 1700. Contiene tre altari di marmo ed alcune pregevoli tele. La pala d’altare, di Antonio Gandi-no, raffigura la Vergine con i Santi Lorenzo, Rocco e Bernardino da Siena. Recenti restauri hanno portato alla luce interessanti affreschi.
I testi di questa pubblicazione sono tratti dai volumi:
A. Bonaglia: CHIESE E MONASTERI DEL TERRITORIO VEROLESE
Ed. Vannini, 1972.
Don P. Boselli: PAOLO VI, IL VOLTO E LA VITA.
Parrocchia di Verolavecchia, 1998.
AA. VV.: ARTE E CULTURA LUNGO IL FIUME STRONE
Parco del Fiume Strone, 1998.
AA. VV.: OMBRE SENZA VOCE - Chiese scomparse.
Ass. Terra & Civiltà, 1999.
T. Casanova: LA MEMORIA LUNGA - Visite pastorali.
Parrocchia di Verolavecchia, 2000.
L. Tartini: VEROLAVECCHIA, LA SUA GENTE.
Parrocchia di Verolavecchia, 2003.
Riduzione e adattamento a cura di A. Barbieri – Luglio 2006.
Torna a: